La casa famiglia si apre ad accogliere minori che vivono una situazione di difficoltà familiare perché attraverso l’esperienza dell’affido possano vivere l’esperienza della figliolanza.
Offriamo, dunque, quello che la famiglia è:
- un legame che si stabilisce tra un uomo e una donna, che genera un’unità che coinvolge la totalità delle loro persone e che diventa nel tempo spazio per altri;
- una dimora in cui l’umanità del bambino sia custodita e l’affettività rigenerata;
- un ambito dove il bambino possa vivere un rapporto educativo con attenzione mirata ai suoi bisogni specifici (innanzitutto quello di unità con la sua storia)
- un luogo dove fare l’esperienza concreta con un legame che si sviluppi nel tempo di tutti i giorni, dentro un luogo preciso, fatto di sguardi, di ritmi, di dialoghi e dove ciascuno è messo quotidianamente a confronto con la diversità per il bene reciproco.
La casa si pone in collaborazione con i servizi sociali per il bene del minore e della sua famiglia.
La casa si pone, infine, come nodo di una rete tra opere, famiglie e istituzione perché cresca il bene comune e ogni soggetto diventi in queste relazioni più maturo e consapevole.
La nuova istituzione di appartamenti detti “per l’emancipazione” garantisce una continuità educativa e formativa oltre l’esperienza dell’affido, perché protrae il legame con la famiglia anche oltre la maggiore età.
Obiettivi Volontariato in affiancamento ad attività educative, scolastiche e ludiche.
Valore condiviso La nostra opera ha a che fare con la realtà educativa, tema che oggi è sulla bocca di tutti ma allo stesso tempo poco considerata.
In questi anni ci siamo accorti che per educare occorre veramente “un villaggio”, ovvero realtà altre rispetto alla famiglia, ma che allo stesso tempo non si sostituiscano. I ragazzi entrano, nella nostra casa, magari anche piccolissimi e poi crescono. Le istituzioni li ritengono al compimento del diciottesimo anno autonomi, ma la realtà dei fatti non è questa. I ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati da adulti che abbiano per loro uno sguardo di stima (ad esempio anche nelle prime realtà lavorative) e che allo stesso tempo siano esigenti.
Collaborare al nostro progetto vuol dire aiutarsi per permettere che questi ragazzi possano diventare adulti capaci di stare di fronte alla realtà del quotidiano.